Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano

Vacanze Cilento

PARCO NAZIONALE DEL CILENTO, VALLO DI DIANO E ALBURNI

Il Comitato Consultivo sulle Riserve della Biosfera del Programma MAB (Man and Biosphere) dell’UNESCO, nella riunione tenutasi a Parigi tra il 9 ed il 10 giugno del 1997, ha inserito all’unanimità nella prestigiosa rete delle Riserve della Biosfera il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano.

Come si arriva nel Parco

In auto
L’autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria costeggia gran parte dei confini settentrionali e orientali del Parco. Le uscite più convenienti sono:
– Battipaglia per chi si dirige verso la costa da Agropoli a Palinuro;
– Campagna, Sicignano e Petina per i Monti Alburni;
– Sala Consilina e Padula per la valle del Cervati;
– Padula per Policastro e Marina di Camerota.

Numerose sono le strade statali che attraversano l’area protetta con percorsi tortuosi, come la 18 Tirrena inferiore (di fatto una superstrada), che va da Agropoli a Policastro passando per Vallo della Lucania; la statale 166 degli Alburni, che taglia in senso latitudinale il Parco da San Rufo a Capaccio Vecchio; la 267 del Cilento che segue la costa da Agropoli fino a Velia per innestarsi poi sulla 447 di Palinuro.

In treno
Sono due le linee ferroviarie che servono l’area del Parco. La prima è la Napoli-Salerno-Reggio Calabria e interessa tutta la zona costiera. La seconda è la Battipaglia-Lagonegro e costeggia il versante settentrionale degli Alburni. Nonostante le stazioni ferroviarie siano numerose, occorre precisare che esse sono spesso lontane dai centri abitati e risultano poco funzionali alla visita del Parco.

In bus
Una nutrita rete di autolinee regionali collega Salerno con gran parte dei centri del Parco: gli orari sono pubblicati ogni giorno sul quotidiano Il Mattino.

In aereo
Aeroporto di Salerno Pontecagnano con voli in arrivo da Milano Malpensa.

COSA FARE NEL PARCO

Cicloturismo e mountain bike
Le numerose strade panoramiche che attraversano l’area protetta, sia lungo la costa che nella sua parte più interna, consentono belle passeggiate in bicicletta. Conviene munirsi di una carta stradale aggiornata, ideali le tavolette 1:50.000 dell’Istituto Geografico Militare.

Grotte
Le più famose e visitabili sono quelle di Pertosa a circa 264 metri d’altezza alle pendici del Monte Intagliata, massiccio della catena degli Alburni, tra i centri di Polla e Auletta. Il loro sistema di gallerie è lungo 2.270 metri e sono percorse da un fiume sotterraneo, che sfocia in un laghetto artificiale. Sono anche un luogo di culto religioso, vi è il piccolo tabernacolo con la statua dell’arcangelo San Michele, ma ad attirare soprattutto i visitatori sono le suggestive concrezioni dalle forme bizzarre: elefante, lingua della suocera, presepe, braccio dei pipistrelli.

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